SCREENING CON PEDANA BAROPODOMETRICA
Lo screening con la pedana baropodometrica è il primo passo per comprendere in modo oggettivo come il corpo si muove, come appoggiano i piedi e come si distribuiscono i carichi durante la stazione eretta e la camminata.
È un esame rapido, non invasivo, che permette di individuare i principali squilibri posturali e biomeccanici alla base di dolori, rigidità o stanchezza muscolare.
CHE COS’È LA PEDANA BAROPODOMETRICA
La pedana baropodometrica è uno strumento elettronico dotato di migliaia di sensori di pressione in grado di rilevare:
• l’appoggio del piede destro e sinistro
• la distribuzione dei carichi in statica
• l’equilibrio e la posizione del baricentro
• eventuali asimmetrie di postura
• variazioni nella camminata (analisi dinamica)
• compensi che il corpo mette in atto per mantenere l’equilibrio

Grazie alla rappresentazione grafica dei dati, si ottene una mappa chiara e immediata dei punti di sovraccarico, delle zone di instabilità e degli eventuali squilibri lungo l’intera catena muscolo-scheletrica.
COME AVVIENE LO SCREENING
Lo screening si svolge in tre fasi semplici:
- Fase statica
La persona sale sulla pedana e rimane ferma per alcuni secondi.
I sensori rilevano come si distribuisce il peso, se vi è instabilità, se il baricentro è spostato e se l’appoggio è uniforme. - Fase dinamica (camminata)
La persona cammina sulla pedana.
Questa analisi permette di osservare come si comportano piede, caviglia, ginocchio e bacino durante il movimento.
Si evidenziano eventuali differenze tra lato destro e sinistro, appoggi irregolari, rotazioni o compensi. - Analisi dei risultati e spiegazione
Analisi dei risultati e refertazione
Dopo le fasi statica e dinamica, i dati vengono elaborati attraverso grafici, mappe di carico e analisi delle pressioni. Il tecnico specializzato interpreta i risultati e redige un report dettagliato, chiaro e comprensibile anche per la persona.- Il report contiene:
- mappa dei carichi plantari posizione e stabilità del baricentro
- appoggi dominanti e aree di sovraccarico
- differenze tra lato destro e sinistro
- analisi della camminata e dei compensi
- eventuali indicazioni di instabilità o asimmetrie significative
Una volta completato, il documento viene trasmesso e repertato da un medico competente, che valuta i dati clinici e conferma il quadro posturale. La refertazione medica garantisce un inquadramento professionale, permette di identificare eventuali sospetti clinici e indirizza la persona nello specifico percorso più adatto, come plantari, trattamenti fisioterapici, ginnastica riabilitativa, valutazione dentistica o altre figure specialistiche.

COSA EVIDENZIA LO SCREENING
Lo screening può evidenziare non solo squilibri legati ai piedi e alla postura, ma anche compensi che coinvolgono l’intero sistema corpo. La pedana, infatti, rileva come il corpo si adatta agli stimoli e alle asimmetrie, mostrando collegamenti spesso inattesi tra appoggio plantare, bacino, colonna e perfino occlusione dentale.
Ecco cosa può emergere:
• appoggio non uniforme tra i due piedi
• sovraccarichi su avampiede, tallone o bordo laterale
• spostamento del baricentro che indica instabilità o compensi posturali
• differenze importanti tra lato destro e sinistro nella stazione eretta
• asimmetrie evidenti nella camminata, con rotazioni del bacino o deviazioni del passo
• rigidità nelle catene muscolari che influenzano equilibrio e mobilità
• compensi biomeccanici che risalgono verso ginocchia, bacino, colonna cervicale
E, quando presenti, anche segnali indiretti di problematiche gnatologiche, come:
• disallineamenti ricorrenti del baricentro che non trovano causa nei piedi o nella colonna
• inclinazioni o rotazioni del capo non giustificate da problemi muscolari locali
• sovraccarichi alternati che indicano una masticazione asimmetrica
• instabilità posturale legata allo sbilanciamento mandibolare
• pattern di appoggio che suggeriscono un coinvolgimento dell’occlusione
Questi elementi possono indicare la necessità di una valutazione specialistica da parte del dentista o dello gnatologo, in particolare se la persona riferisce sintomi come:
• bruxismo o serramento
• mal di testa
• tensioni mandibolari o cervicali
• difficoltà nella masticazione
• sensazione di occlusione non equilibrata
La pedana non diagnostica un problema dentale, ma rileva i compensi che il corpo mette in atto per gestire una masticazione o un’occlusione alterata. In questi casi, lo screening diventa un ottimo punto di partenza per orientare la persona verso lo specialista più adatto.
PERCHÉ È IMPORTANTE PARTIRE DA QUI
Lo screening permette di evitare trattamenti generici o casuali.
Grazie ai dati oggettivi, si costruisce un percorso preciso, mirato e realmente efficace.
È il cuore del metodo: capire prima di intervenire.